Note & appunti – Pensa con la tua testa (from BIG IF 5)

Il blog prende forma, le rubriche si aggiungono.

Lo spunto è stato un bellissimo articolo, inoltrato dalla teacher del secondo workshop che ho frequentato al BIG IF 5.

Vi invito a leggerlo e rileggerlo prima di proseguire con il resto di questo post.

Articolo Gosja Rozalska – have-your-own-brain

Letto? Great! 😉

La prima volta che lo ho letto mi ha strappato una risata e un grazie.

Perchè? perchè ho ritrovato tantissime cose che i prof, specialmente al primo anno di corso, dicono e sottolineano a tutti noi allievi a fine lezione, dopo un esercizio. Ammetto che alcune hanno richiesto, e tutt’ora richiedono, tanto impegno per farle mie.

Poi arriva un aiuto inaspettato, perchè le leggi riassunte in modo conciso, asciutto e diretto in una pagina. Con degli esempi chiari a sostegno.

Mi ha catturato, lo ho riletto, e ho deciso di “ragionarci sopra” per cercare di far mio il messaggio presente e trovare un possibile “perchè” o motivo  legato alla mia storia improvvisativa.

Vi riporto qui alcuni passaggi, onestamente quasi tutto l’articolo,  condividendo le mie riflessioni personalissime e opinabilissime, che ho fatto dopo aver letto. [ nota: non vogliono essere una guida su come va letto/interpretato l’articolo, solamente una condivisione di riflessioni]

“….. You think you would get one answer? No. From the point of view of CRAFT, yes, they mostly agreed. But from the point of ART, you received all different feedback. And even if you’d like to please all of the teachers – it’s impossible.

Non so quante volte ci siamo aspettati, e ancora capita che aspettiamo una risposta alla domanda “va bene così?”, “va bene quello che ho fatto?” .

Ovviamente non arriva sul cosa hai messo in scena, ma sul come hai messo in scena .(accettato la proposta, ” reso magnifico il tuo partner”, fatto domande, status etc).

E l’appunto della grandissima Gosja dice una cosa forse ovvia, ma verissima: ognuno ha un suo punto di vista artistico: abbiamo diversi gusti, diverse esperienze, diverse personalità, diverse sensibilità, diverse storie.Evviva!!!!!

Sul “tecnicismo” utilizzato in scena invece, ci può essere convergenza di opinioni. Perchè le esperienze portano a concordare come alcune azioni rafforzano o indeboliscono il messaggio/personaggio in scena. (esempio: status personaggio vs Posizione sul palco)

“What I want to say is HAVE YOUR OWN BRAIN. You will never satisfy everyone. Nor teachers, nor audience. Most likely in many cases you won’t satisfy yourself. But you should be true, and honest to YOURSELF.”

Ecco…..colpito e affondato.è un mio punto debole e devo/ ci sto lavorando sopra

Il riscontro che quant fatto sia piaciuto a tutti quelli che lo hanno visto, è un mio punto dolente. Ma è impossibile, vedi il discorso sul punto di vista artistico. E vuol anche dire essere nelle mani del giudizio altrui, che può solo frenarci , farci perdere spontaneità e fluidità (si va nella testa). Non sappiamo cosa passa nelle teste altrui.

Il suggerimento è essere veri (lo traduco come non mentirsi) e onesti con se stessi, che secondo me vuol dire imparare a dirci se abbiamo espresso completamente come volevamo, dando il 130% o, abbiamo avuto paura e ci siamo trattenuti / nascosti.  e ci rimane in bocca il  “no, potevo fare di più”.

“Learn from as many teachers, as you can. Every workshop can show you completely different point of view on the same thing. Every workshop may have points that you agree, and you disagree.”

Invito sempre sottolineato da tutti i prof…impara da quante più fonti possibili, si il più aperto possibile…è che ci si affeziona, nel mio caso perchè ti hanno introdotto e approfondito un arte;  ti hanno spinto a superare delle paure e difficoltà. E’ una coperta di Linus, se volete, calda e comoda e rassicurante….difficile da lasciare ( manca solo l’orsacchiotto 🙂 ). Ma se vuoi migliorare, devi lasciarla.

“…….don’t ever waste your time, and time of other people, to argue with teacher during the class, because you disagree, or other teacher would disagree. Listen. The teacher wants to share her/his point of view. Try it. You didn’t come there to prove your point. Or did you? Walk in those shoes for a moment and feel. Watch yourself in those shoes.”

Già, tante volte quando ci viene detto nelle  lezioni e ai workshop di non stare a sindacare se una cosa va bene o meno durante gli esercizi a lezione; ci dimentichiamo spesso, che con il contradditorio smettiamo di ascoltare quello che ci vuol essere trasmesso e togliamo tempo agli altri e tempo per provare a fare.

Non ascoltando inoltre perdiamo la possibilità di prendere un punto di vista diverso,  provarlo, sperimentarlo,  maneggiarlo/giocarci e capire quanto è vicino e quanto è distante da noi.

Respect the authorities. Respect their experience, their work and their heart for what they do. Don’t be an ignorant. Try to understand their philosophy. They walked a long way to get where they are. They also had to follow someone in the beginning, before they discovered their way, which they are showing to you now.”

“And then, after you listen, after you understand, filter that through yourself. Your mind, your heart, feel it in your guts. And take with you that part, that feels yours. That inspires you. That is a challenge for you. And adapt it to yourself. And find a way to use it as YOU. Not to adapt yourself to this Famous Style – because you will lose yourself. And then you can drop all the rest. With all the respect.”

Prima di questo passaggio, sottolineava che l’ammirazioneche da allievi si ha nei confronti delle autorità non deve diventare un culto. E sottolinea che sei libero, perchè nessuno è schiavo di una ideologia, invita ad essere aperti e ad imparare e lavorare da chiunque tu voglia sempre rispettando il loro lavoro, il loro percorso e quello che hanno fatto. Qui nella scuola che frequento non ho mai avuto questa percezione di culto di qualcuno in particolare, stima e rispetto si

Quindi ascolta, prova, fai tua una metodologia differente, un punto di vista diverso, una condivisione di un percorso unico : adatta quella conoscenza che ti viene condivisa a te stesso e non te stesso a quel modello.

But do you know what is there to lose? What does it mean to be „yourself”? What do you have to say? Have you ever focused on what is important to you, what drives you, what excites you? What you feel, when you go on stage, how you connect to people, players, audience? Are you ok with yourself? Because it’s easier to follow someone cool, and become like him to be cool, than drop it and accept the way you are. And accepting yourself is the best way to be original, while not TRYING to be Original. “

Altrimenti non si è più se stessi, si seguono dogmi imposti e non si è più originali…anche se seguire chi è cool è facile, lo si imita….perchè quello che fa funziona, piace, è un problema già risolto….una via sicura( non coperta ma piumone di Linus? 🙂 )

E se si è onesti, non si sta più bene con se stessi….perchè ci si forza a fare qualcosa distante da quello che è importante per te, qualcosa che non è completamente nelle proprie corde, senza sperimentare e provare. E sul palco si vede, molto probabilemtne non si è felici e non si riesce a esprimere completamente il proprio lato artistico, quello che si vuole dire.

Sottolinea, ancora una volta, che non bisogna provare ad essere originali(eh già…..ne so qualcosa…giudizio altrui? Ego? mhhhhh) ma essere se stessi….e se ci pensate, ognuno ha una storia unica…quindi siamo già originali! e se siamo noi stessi…esprimiamo al meglio perchè la testa non deve sforzarsi di ricordare dogmi, regole,schemi etc…(anche qui, quante volte ci dicono di non far salti tripli di testa ma di rimanere semplici,lineari e di non pensare ma fare….)

………If you want to be an artist, go your own way…….How can you be an artist, being a copy of someone else?

Bella questa frase.

Ssentita in tante varianti, ma sempre tosta…e semplice: un vero artista non copia, trova una sua via.

Altrimenti perdi originalità, sarai sempre nell’ombra di chi imiti, sarai simile a quell’altro, una copia di quell’altro.

Tutti i prof che ho trovato sul mio percorso improvvisativo, mi hanno e mi stanno spingendo a utilizzare le mie risorse, la mia storia, le mie capacita. Non a riproporre qualcosa  in maniera più o meno perfetta.

Picasso said: „Learn the rules like a pro, so you can break them like an artist.”

Ok, questa citazione la aggiungo tra le mie preferite. Non ha bisogno di commenti.

But be careful. Don’t get to proud, or you may lose the respect. Never stop learning.

Lasciar da parte l’orgoglio……altra cosa su cui lavorare…perchè meno ne hai, più ascolti e impari perchè l’orgoglio porta inevitabilmente a voler sostenere la propria scelta senza prestare ascolto a quello che ci viene detto.

As Einstein said: „Once you stop learning, you start dying.”

“……… Listen. Think about it. Filter through yourself. Take what you want. Drop the rest”

Ascolta, Ragionaci, filtralo attraverso te stesso, mantieni quello che vuoi e lascia andare il resto.

Penso sia la sintesi perfetta e un gran consiglio/ mantra da ripetersi prima delle lezioni.

Quack!

Buio.

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